Non solo smog e problemi di circolazione: il
traffico è anche una fonte di inquinamento acustico pazzesco. Roma, Pisa e
Palermo sono in cima alla lista nera del Treno Verde 2005 che ha
attraversato otto centri urbani in tutta Italia, registrando quasi ovunque
valori al di sopra dei limiti di legge con picchi soprattutto durante le
ore notturne. Dati preoccupanti perché con i decibel alle stelle, vale a
dire oltre quota 70, si fa più fatica a dormire e si sogna di meno,
concordano gli studi presi in esame dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia
dell’Università ’La Sapienzà di Roma.
L’inquinamento acustico delle nostre città è il risultato più allarmante
emerso dal viaggio di Legambiente, Trenitalia e Rfi (Rete Ferroviaria
Italiana), realizzato anche con il contributo di Energia e Corepla, che
per la sua diciassettesima edizione si è fermato a Palermo, Vibo Valentia,
Salerno, Pisa, Brescia, Padova, Ferrara, Roma.
A svegliarsi più stanchi sono i cittadini che dormono all’ombra del
Colosseo: il triste primato lo conquista, infatti, la capitale con valori
record di 74,7 decibel durante la notte (24db oltre i limite di legge) e
75,6 decibel il giorno (+ 15db) registrati sulla via Casilina, dove i
limiti dovrebbero essere rispettivamente pari a 50 e a 60 db. Tredici i
decibel notturni e sette i diurni oltre i limiti consentiti quelli che,
invece, le orecchie dei cittadini di Pisa hanno dovuto tollerare.
Dato preoccupante considerato che il decibel è un’unità di misura
esponenziale e ad un aumento di 3 db corrisponde una pressione doppia
dell’onda sonora sul timpano. Va poco meglio ai palermitani, con 71,8
decibel registrati durante il giorno e 67,3 db notturni, pari a +6 e +11
db.
Nessuna sorpresa però nell’Uovo di Pasqua: dal 2000, infatti, il
cartellino rosso è scattato per tutte le 48 città e 62 differenti zone
poste sotto osservazione dal Treno Verde. Sul lungo periodo, la maglia
nera va a Napoli, che negli ultimi 5 anni ha collezionato la strada più
rumorosa d’Italia: via Caio Duilio (79,7db notturni).
Seguono via Spartaco Lavagnini a Firenze (74,1 db), viale Brianza a Milano
(72,7 db), corso San Giovanni a Teduccio sempre a Napoli (72,6 db) e viale
Strasburgo a Palermo (72,5db).
L’inquinamento acustico è un male diffuso: secondo i dati Ue, i 9/10 della
popolazione sono esposti a più di 65 db. Numeri che pesano sicuramente sul
sonno dei cittadini, dato che il principale fattore di disturbo è proprio
il rumore del traffico: prova ne è che con decibel tra 50 ed 60, per
chiudere gli occhi è necessaria almeno mezz’ora di "conta delle auto". E
così per evitare di alzarsi con le occhiaie più di qualcuno fa ricorso
alla medicina: secondo una ricerca condotta dall’Istituto di Medicina del
Lavoro della Asl 1 di Trieste, ha affermato il presidente nazionale di
Legambiente Roberto Della Seta, "le farmacie che operano in quartieri dove
il livello sonoro notturno è compreso tra i 55 e i 75 db vendono una
quantità di sonniferi e tranquillanti doppia o addirittura tripla rispetto
alla media".
E gli sfortunati cittadini delle metropoli moderne non se la devono vedere
solo con l’insonnia, prosegue Della Seta, ma anche con "tachicardia,
variazione della pressione arteriosa e della capacità respiratoria,
gastriti, nausea, alterazioni del campo visivo e della trasmissione degli
impulsi nervosi, emicrania, capogiri, inappetenza, difficoltà di
concentrazione", oltre al rischio di una maggiore aggressività.
Una mappa, quella disegnata dal Treno Verde, che deve invitare alla
riflessione ed anche a trovare dei rimedi, sottolinea l’amministratore
delegato di Rfi Mauro Moretti, secondo il quale il trasporto su ferro può
essere un "elemento determinante per un’inversione di tendenza". E che,
almeno in parte, è un percorso già iniziato. "Cinquecentomila autovetture"
in meno ogni giorno: tanto "sottrae alle strade di tutto il Paese il
servizio ferroviario regionale di Trenitalia - ha concluso
l’amministratore delegato del Gruppo, Roberto Testore - garantendo così
una migliore qualità della vita e un efficace contributo alla riduzione
degli agenti inquinanti prodotti dal trasporto privato su gomma".
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